mercoledì, 26 marzo 2008

Uno zoo fatto di foto, ovviamente. Fauna rigorosamente di Bisaccia. Per ragioni che sono inutili da raccontare, il Photozoo è visitabile sul blog che porta il mio nome:
http://dragonetti.splinder.com
Intanto lascio sul post lo scatto di copertina. Uno prezioso per me. Vi piaccia o no.

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categoria:aritmedia fotografie
giovedì, 20 marzo 2008

Marzo, da queste parti, regala motivazioni irresistibili a chi sente il bisogno di immersioni totali nel suo territorio. Colori, profumi, suoni. Con o senza retorica. Farne scorta per i tempi peggiori. Un tesoro inestimabile per chi se ne emoziona. Una ottima scusa per aprire un nuovo album in galleria: quello dei percorsi tematici. Per cominciare, per gioco oppure no, vi invito a guardare le pendici del colle e poi verso la cima, in un saliscendi a planare. Vi accorgerete che un fiore, una pianta su tutte, domina ed accerchia il villaggio. Sembra una minacciosa, colorata invasione. L'ultrafiore dal giallo potente sembra impossessarsi delle mura di cinta in attesa di sferrare l'attacco finale. Vana la resistenza nei basioni e del fuoco dei cannoni in essi ospitati. Un esercito sterminato di rapa selvatica che nel dialetto indigeno dovrebbe suonare con il nome di  "s_nàp" .  Ma non ne sono certo.  Certo è il fatto che il fiore della, forse, rapa selvatica, l'ultrafiore, ci sta colonizzando....

Le immagini sono state pubblicate qui (album Percorsi...
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categoria:aritmedia fotografie
lunedì, 10 marzo 2008
Costa Che? 1a Fotopuntata
Fotoviaggio a puntate tra la vita, la morte e qualche miracolo della costa di Bisaccia.

Io non so, lo confesso, perchè la costa verde ha questo nome, nè chi, per primo, glielo abbia messo. Certo è facile immaginare che l'idea deve essergli venuta dal verde della magnifica pineta e, da quello selvaggio, di tutta la flora costiera. Credo che da ciò dobbiamo cominciare: la costa verde non merita certo, ancora, questo nome. Sempre di meno. Ora sono altri i colori che la caratterizzano, molti altri. Alcuni bellissimi, altri incutono timore ed angoscia. Io ho attraversato i pochi metri di costa di cui, noi, tutto il popolo del villaggio, nessuno escluso,  è proprietario. L'ho attraversato in lungo ed in largo, molte volte, ma vi garantisco, non ci ho messo moltissimo tempo... Ed ho fotografato quel che mi ha emozionato, incuriosito, inorridito, disgustato. Da qui nasce l'idea di condividere con tutti voi il risultato di questo viaggio (in progresso...) Un racconto in più fotopuntate per tentare di coinvolgervi nella vita, la morte, i miracoli della costa; dalla pineta, alla foce, sino alle poche, ultime, dune, al confine con l'Abruzzo. Ognuno di noi ha una sua opinione su quale sia il futuro del mare di Bisaccia, se ciò che sta accadendo sia linfa vitale o veleno letale, se gli attimi miracolosi, a cui ancora è possibile assistere, tra la foce e le feci del Trigno, sono destinati all'estinzione o se verranno preservati per lo sguardo delle prossime generazioni. Intanto facciamogli una foto. Io l'ho fatto. E mettiamo almeno quelle al sicuro. Io l'ho fatto.
Le foto non seguiranno un ordine temporale, saranno, bensì, pubblicate a gruppi eterogenei di vita e miracoli, appunto. Escluse, dalla prima serie di fotopuntate, quelle che per me sono gli orrori e gli errori che si susseguono sulla costa. Ho bisogno di altri passaggi ed altri scatti per montare un film dell'orrido, veramente terrificante. E un altro posto in cui pubblicarle.

Sono,per ora, solo le foto con le quali, io, promuoverei la costa verde. Sono, lo so, una mezza menzogna, oppure una mezza verità. Il punto è che le foto sono reali, in quanto scattate in costa verde, ma esse sono parte della mia anima e del mio sguardo, comunque non sono la vista panoramica e veloce degli occhi distratti di chi visita il posto che si promuove offrendo cantieri aperti, residences, offerte di posti barca, agenti immobiliari a iosa...
E magari è così che si promuove la costa di Bisaccia. Parliamone.

Fine 1a fotopuntata.

Le immagini sono state pubblicate qui (album La Costa di Bisaccia
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categoria:costa verde, aritmedia fotografie
martedì, 26 febbraio 2008
Sono a quota 100. Tanti sono gli scatti selezionati per la prossima mostra fotografica sul villaggio. Non so ancora quale sia il posto, ignoro il mese, il giorno, l'ora. Nemmeno conosco  il movente che mi spinge a metterla in piedi. So per certo di avere il materiale sufficiente per allestire una mostra con le mie foto e condividerle con chiunque. Chi apprezza e chi disprezza. Chiunque. Per il momento una parte delle foto escluse alla prima scrematura (prevedo di farne almeno altre due prima di arrivare a quelle che soddisfano la mia autostima ) vengono pubblicate qui --->
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categoria:fotografando montenero, aritmedia fotografie
giovedì, 21 febbraio 2008

Post Mortem

Dal Blog istituzionale arrivano segnali chiarissimi. Se si parla di politica, gli esseri utenti hanno voglia di partecipare ed esprimere opinioni. Il messaggio arriva diretto al mio cuore di blogger della prima ora e così mi sono messo a recitare le formule del rito, danzare al suono delle campane tubolari, acceso le candele intorno al pentacolo, evocando l'altrove, cantare gli incantesimi di Michele Campovecchio, per resuscitare tuti i post ed i relativi commenti della prima, gloriosa ,esperienza del blog su Montenero di Bsaccia (2002-2005). I primi rantoli ed i respiri rochi dei non morti hanno cominciato ad oltrepassare la soglia dell'aldilà, molti sabba e sacrifici di sangue dovrò fare, ancora, ma il processo è iniziato e prima, molto prima delle prossime guerriglie elettorali, l'armata dei post viventi sarà on line e a disposizione di tutti.

PostCryptum per l'utente che si fa chiamare Sciapo:
Le copertine vengono cambiate quando ci sono nuovi argomenti tra i post.

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categoria:chiacchiere
mercoledì, 06 febbraio 2008

CryptoPost
Data la scabrosità della notizia e per gli osceni e blasfemi temi in essa contenuta, ho ritenuto opportuno criptare il post in modo da essere comprensibile solo ad un pubblico coinvolto ed in possesso della chiave di volta per interpretarne il messaggio nascosto.
Criptonotizia
Nel villaggio sono sempre più numerose le segnalazioni che portano a pensare che sia nata una setta adoratrice del frutto della banana. I segni sono inconfondibili. Bucce di banane insanguinate lasciate nei punti nevralgici del villaggio, sono la prova dell'uso improprio che i seguaci del totem bananitico fanno del frutto fallico.
Criptosegnali
I discepoli e gli apostoli della bananoreligione sono difficili da individuare, perchè sono ben integrati nella vita pubblica e sociale del paesello che ride. I riti ed il consumo della bananostia avvengono in posti ed in modi ambigui e mutaforma. Solo le eventuali grida del doloroso godimento possono rivelarne la presenza. e quindi il pericolo. Solo i resti dell'oscena cerimonia sono ben visibili e quindi pericolosi, per via della ben nota scivolosità degli stessi.
Cryptotarget
Obiettivo finale della setta è quello di trasformare il villaggio in una Banana Republic: a ben osservare, a volerlo fare, il traguardo è vicino!
PostCryptum
State attenti a chi vi offre banane e vi chiede di usarle in modo non ortodosso, promettendovi, in cambio, soldi, gloria ed il paradiso in terra: è sempre meglio scivolare sulla buccia della banana che dover portare in giro per il villaggio le banane dei sacerdoti della setta del bananismo.

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categoria:chiacchiere
venerdì, 01 febbraio 2008

La fine del mondo è vicina, ma noi siamo già morti.
Qui nel villaggio ridente sulla collina.
Dove le palle girano a banda larghissima!

Cap. I
La notizia è vecchia. Millenaria, millenaristica, ma ieri è stata ripresa con forza e vigore e inevitabile sgomento: la fine del Mondo è vicina, vicinissima. Dietro l'angolo! Il 2012 è l'anno in cui spariremo tutti. Polverizzati, svaniti, in viaggio per chissà quali extramondi dentro chissà quali extracorpi, chissà con quale legge elettorale.
Nulla di nuovo, direte, la profezia maya è vecchia e conosciuta. Discutibile ed incredibile come tutte le profezie escatologiche. Nessuna di esse si è avverata, nemmeno quelle della religio vera, quelle scritte nelle sacre scritture del popolo cristiano. Nessuna. Questa è diversa. Però. Questa deve venire ed avvenire tra poco, e ne siamo interessati noi. Io, tu, lui, lei, voi, noi. Non gli antichi sconosciuti. Non è il passato sventurato. Io sono combattuto tra l'auspicarla e l'averne terrore. Se penso al mio corpo, al mio cervello e alla salvezza della mia anima, non vedo alternative: che venga la fine di questo mondo a mondare il drago dai suoi peccati, e, se inferno deve essere, inferno sia. Che le porte dell'oltremondo si aprano e accolgano 164 cm di contraddizioni, dubbi, paure, incubi, insonnie, inquietudini . Poi penso a mia figlia, lei non ha nessuna voglia di supportare le apologie fataliste a tinte gotiche del genitore. E allora mi viene da sperare e pregare che ci sia ancora del tempo, ancora una chance, per questo genere di organismo.
Cap. II

In questo scenario, c'è un cruccio, una pena che tormenta in modo noioso e paranoioso la mia mente. Ed è il triste constatare  che noi stiamo già morendo. E di una morte terribile: cancro analogico!
La morte analogica è orrenda. Una metastasi pigra ed implacabile. Procura un'agonìa dolorosa e disperata, una ferita inguaribile trafitta e lancinata. Noi rischiamo di morire così. A 56 kb al secondo. Lentamente, sperando, disperati, giorno dopo giorno che la cura digitale venga e ci porti via. Morire in modulazione-demodulazione, con il suono del corvo gracchiante che recita le nostre esequie. Nessun prete verrà a darci l'unzione estrema. La morte analogica è un peccato che nessuna tecnoreligione può perdonare. Neanche fosse una scelta suicida! E' un omicidio, un assassinio truculento che ha mandanti assetati di danaro, esecutori avidi di superbia e complici ottusi incapaci della ribellione e della forza creativa. Poi, però, mi rileggo il capitolo I e blocco il diluire dei miei pensieri. Non c'è tempo per la resurrezione digitale, non ha tempo l'arcangelo delle fibre ottiche. Foss'anche il demone che viaggia leggero e veloce su ali wiMAX. Non c'è tempo. Non per noi che saremo morti prima. O tra i morsi del male analogico o per la condanna del giudizio universale...
Cap. III
Intanto, fuori, appena fuori, dal recinto del villaggio che ride, accadono cose che a me fanno girare le palle in banda larghissima, e così spero anche di voi. Dapprima dover verificare che siamo circondati dall'adsl: da San Salvo, passando per Petacciato, Termoli, Larino, Guglionesi... 
E che un pò più in là accadono cose come queste:
1. http://www.veniceconnected.it/
2. http://www.regione.sardegna.it
3. http://www.pubblicaamministrazione.net

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categoria:chiacchiere
mercoledì, 30 gennaio 2008

Quello che segue è un appello.

Davvero vien voglia di passare dalla parte del populismo nella sua forma più perversa: quella che manda affanculo tutti. E dire che sono tutti uguali. E che pensano solo a rendere pubbliche, virtù che sono a loro aliene. A nascondere il loro privato malato. Per dirla come mia madre, cannibali! Poi ti giri dietro, solo di qualche grado e ti accorgi che il vaffanculo è stato usato, abusato, del tutto insufficiente, nessuno si è spaventato, nessuno si è dimesso, tutto, stagnante, paludoso, inquietante, come prima dei vaffanculo. Appunto. Ma veniamo al motivo, la causa che ha scatenato l'effetto di questo post. Sono giorni, mesi, settimane, che non odo e leggo altro, rimbombare, echeggiare nella mia mente. La piccola parte di essa provocata e tentata dalla politica e l'antipolitica (chi può distinguerle le due cose ormai?) Priorità!  Questo è il peccato da punire. Montenero ha queste priorità, quelle priorità. Ognuno ha le sue priorità. Da destra a sinistra. (Chi può distinguerle ormai?) Chi c'entra e chi amministra, chi conta e chi non conta un cazzo, ma vorrebbe, tanto, contare. Tutti hanno delle priorità per questo fesso villaggio. Mare-collina, Costa verde, un altro ponte (!), Montebello, porto bello ecc. ecc.ecc. Pensateci un attimo. Tutto è riconducibile a sabbia, calce, asfalto, mattoni, impalcature, ruspe. Non una classe di amministratori che pensano a tre dimensioni, ma un club di tecnocrati esperti d'edilizia (in senso lato). Idee clonate, rilanciate e ribaltate. Ma perché ?  Mi sono chiesto e vi chiederete. Io ce l'ho una risposta, quasi una certezza. Ma non la posso dire. Sarebbe una illazione in mancanza di prove. Gli indizi non contano, anche se ti grandinano addosso. Allora proverò a motivare questa tendenza al calcestruzzo con una semplice riflessione: se quello è l'arnese che sanno usare, quello usano. Però ora deve bastare, ora dovrebbe essere chiaro ad un amministratore da terzo millennio, anche dal basso profilo, che c'è ben altro, molto altro da fare per esserci in questo tempo. Anche in questo villaggio di dannati al rimpianto. Un villaggio epitaffio di se stesso. Inutile elencare le mie priorità, quelle sarebbero tacciate (a ragione) di radicalismo ambientalista, di eticismo, animismo, dissociate.  Però una, una sola, è condivisa e condivisibile: connettività ! Non c'è autostrada, strada, ponte, torre, residence, porto, che possa competere con questa priorità. L'unica, vera, per il popolo tutto di Bisaccia. Da destra a sinistra: tutti, veramente tutti, hanno bisogno di abbandonare il vecchiume che sta dilaniando il paesello sulla ridente collina. Ora dovrebbero, i politici, cercare di imparare ad usare arnesi diversi. Conviene a tutti. Persino a loro. Solo per fare un piccolissimo nano-esempio, parliamo di come siamo tagliati fuori dalla informazione che forma l'elettore. Sui blog di Grillo, Di Pietro ed altri, è in movimento il tam-tam mediatico che porterà verso quella che sarà la più grande novità delle prossime elezioni politiche: la presentazione delle liste civiche! Questo flusso è fatto, si di testo, ma anche e soprattutto, di contenuti multimediali, video su tutto, molto video. E noi siamo esclusi da tutto ciò!  Esclusi dal poterci costruire la nostra opinione fino in fondo, esclusi, noi, i ragazzi dello zoo di Tonino, respinti e abbandonati anche dal blog del ministro indigeno. Un vero paradosso. E questo è solo una briciola, sputata briciola, umida e masticata. Quindi faccio un appello: CONNETTETECI con il resto del mondo. Con l'informazione, con il lavoro, con la cultura, con Dio Onnipotente. Non c'è strada, ferrovia o barca che possa far viaggiare velocemente, in cielo in terra e in ogni luogo, le nostre idee, i vostri soldi, la nostra anima e udite, udite, anche il vostro calcestruzzo. Pensateci bene. Le difficoltà ci sono e sono tante, ma cazzo, almeno provate, e, soprattutto non spacciate ponti, asfalto e mattoni, come priorità nostre. Di tutti noi  Saranno le vostre. E di alcuni vostri amici e compagni, forse. Priorità, per lo più strumentali da usare come mezzo di propaganda. Siate connessi e lavorate per connetterci. Prima delle prossime amministrative. Prima dei comizi e delle promesse in Piazza della Libertà. Prima che la mia generazione venga tumulata, cremata. Decomposta e dimenticata. 
Chi prima si, e, ci connette, vince le prossime elezioni.
Parola di drago.

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martedì, 22 gennaio 2008

2008. Stesso posto, foto diverse: il copyright etico.

Molti mesi or sono, ho letto su uno dei tanti siti che vegetano e campano parlando di villaggi (come il nostro) e delle tribù che li popolano, mezze frasi, una mezza idea, uno pseudo-concetto, che, dopo una distratta e istintiva analisi, mi è sembrata una devianza intellettuale, poi, dopo una esegesi meditata, una autentica boiata tendenziosa...
Non ho archiviato quella sentenza demenziale, ma il concetto lo ricordo bene ed era questo.
... Nessuno pensi di avere il copyright su questo paese, pensando che dopo averlo fotografato, nessun altro più può farlo, (minchia!) perchè se così fosse questo posto è stato già immortalato da...
(si citava un rispettabilissimo signore, uno dei primi fotoamatori del villaggio). Ora, già principiare la prima parte risulta fatalmente banale e capziosa. Ma è la seconda che davvero sfiora l'inaudito. Poichè lascia trasparire la perversa (in)consapevolezza delle illazioni che essa contiene. Perchè, chi, mai, può, immobilizzare ciò che succede intorno, sopra, dentro, sotto, un posto? Chi può imprigionare un punto di vista? Chi può fermare il ritmo del tempo e delle stagioni? Chi può rendere monocromatica la mutevolezza della luce e dei colori nel tempo? E sopratuttto, chi, mai, potrebbe, oggettivare una emozione?
E-Semplifico. Se voi passate per 10 volte in 24 ore davanti al Santuario della Madonna di Bisaccia, potreste scattare decine di ottime foto, diverse, sempre, dalla stessa posizione! Se poi vi muovete intorno ad esso, se cambiate le ottiche alla vostra fotocamera, se usate filtri, se usate tecniche diverse, diversi setup, se sperimentate, se vi muovete nelle tre dimensioni, se ottimizzate le foto per diversi media, se le modificate in post-produzione ecc.ecc. Allora in un solo giorno potreste fotografare quel posto in migliaia di modi !!!! Moltiplicate per una intera vita e scrivete la cifra! Se ci riuscite. Con la dovuta premessa che per "vedere" le foto, il nostro sguardo sia collegato alla nostra anima e quest'ultima a quella del mondo intero, e non sia, Essa, solo una fredda protesi. 
Poi, però, è doveroso aggiungere, che su una cosa si può rivendicare il copyright.
L'aver scattato per primi un punto di vista nuovo e sconosciuto (sino a quel momento) di un posto. L'aver usato, per primi, tecniche ed ottiche mai usate prima. (In questo villaggio, non in assoluto, ovviamente). Ed io rivendico con forza questo copyright su molteplici foto (tradizionali, immersive, 3d, in movimento...) del villaggio e della vita che lo rende vivo(?) e di alcuni eventi che lo hanno attraversato. Belle, bruttissime, emozionanti, orrende, ... questo ognuno è libero di giudicare, ed è tutt'altra storia.
Trattasi di copyright etico, che non può certamende, e non deve, rivendicare la proprietà di un posto pubblico, ma che invita i veri appassionati, quelli coinvolti emotivamente dallo scattare foto, a cercare e ricercare nuove vie, nuove prospettive, migliori (e non ci vuole molto) di quelle che io percorro.

Per chiudere e citare Forrest Gump.
Fotografo è chi fotografo fa.
O forse. 
Fotografo fa chi fotografo è.
Chi mai può saperlo davvero?

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categoria:chiacchiere, aritmedia fotografie
lunedì, 14 gennaio 2008

LuTubb, lo shoutbox, l'uploader...
Ma che lingua è mai questa. Gramelot da burino informatico o cosa? Per alcuni, pochi, di voi il titolo di questo post risulterà totalmente incomprensibile, ma la maggior parte ha capito e sa benissimo dove voglio andare a parare. Comunque una sinossi è utile a tutti, me compreso.
Già da qualche anno ho messo a disposizione di questo blog un modulo per la fruizione di contenuti multimediali. Ora ho trovato del tempo e sopratutto un posto con la banda larghissima di fastweb. Il tempo, il posto e gli 8 mega di banda erano lontani dal villaggio, ma mi hanno permesso di fornire di altri strumenti LuTubb di Bisaccia. E, sopratutto, fare tutte le prove necessarie per rendere tutto stabile ed affidabile. Innanzi tutto uno scipt per l'upload (caricamento) dei video e/o altri files lato utente. Ora i video possono essere trasferiti sui server in completa autonomia e se lo si vuole, in totale anonimato. Ora il player accetta anche link a files remoti residenti su server terzi e, quindi, sindacarli su LuTubb. il secondo upgrade. Notevole. E' uno shoutBOX (o minichat)  per lasciare commenti; fare segnalazioni; linkare risorse, salutare ecc... Ed infine. Sono già al lavoro (e a riparmiare danaro) per la prossima release dell'uploader.  Convertirà in automatico i video caricati e pubblicherà  in tempo reale, con un database dedicato e con la possibilità di attribuire tag, creare profili utenti ecc. ecc.! 
Quindi apri e partecipa a questo progetto--->

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