Quello che segue è un appello.
Davvero vien voglia di passare dalla parte del populismo nella sua forma più perversa: quella che manda affanculo tutti. E dire che sono tutti uguali. E che pensano solo a rendere pubbliche, virtù che sono a loro aliene. A nascondere il loro privato malato. Per dirla come mia madre, cannibali! Poi ti giri dietro, solo di qualche grado e ti accorgi che il vaffanculo è stato usato, abusato, del tutto insufficiente, nessuno si è spaventato, nessuno si è dimesso, tutto, stagnante, paludoso, inquietante, come prima dei vaffanculo. Appunto. Ma veniamo al motivo, la causa che ha scatenato l'effetto di questo post. Sono giorni, mesi, settimane, che non odo e leggo altro, rimbombare, echeggiare nella mia mente. La piccola parte di essa provocata e tentata dalla politica e l'antipolitica (chi può distinguerle le due cose ormai?) Priorità! Questo è il peccato da punire. Montenero ha queste priorità, quelle priorità. Ognuno ha le sue priorità. Da destra a sinistra. (Chi può distinguerle ormai?) Chi c'entra e chi amministra, chi conta e chi non conta un cazzo, ma vorrebbe, tanto, contare. Tutti hanno delle priorità per questo fesso villaggio. Mare-collina, Costa verde, un altro ponte (!), Montebello, porto bello ecc. ecc.ecc. Pensateci un attimo. Tutto è riconducibile a sabbia, calce, asfalto, mattoni, impalcature, ruspe. Non una classe di amministratori che pensano a tre dimensioni, ma un club di tecnocrati esperti d'edilizia (in senso lato). Idee clonate, rilanciate e ribaltate. Ma perché ? Mi sono chiesto e vi chiederete. Io ce l'ho una risposta, quasi una certezza. Ma non la posso dire. Sarebbe una illazione in mancanza di prove. Gli indizi non contano, anche se ti grandinano addosso. Allora proverò a motivare questa tendenza al calcestruzzo con una semplice riflessione: se quello è l'arnese che sanno usare, quello usano. Però ora deve bastare, ora dovrebbe essere chiaro ad un amministratore da terzo millennio, anche dal basso profilo, che c'è ben altro, molto altro da fare per esserci in questo tempo. Anche in questo villaggio di dannati al rimpianto. Un villaggio epitaffio di se stesso. Inutile elencare le mie priorità, quelle sarebbero tacciate (a ragione) di radicalismo ambientalista, di eticismo, animismo, dissociate. Però una, una sola, è condivisa e condivisibile: connettività ! Non c'è autostrada, strada, ponte, torre, residence, porto, che possa competere con questa priorità. L'unica, vera, per il popolo tutto di Bisaccia. Da destra a sinistra: tutti, veramente tutti, hanno bisogno di abbandonare il vecchiume che sta dilaniando il paesello sulla ridente collina. Ora dovrebbero, i politici, cercare di imparare ad usare arnesi diversi. Conviene a tutti. Persino a loro. Solo per fare un piccolissimo nano-esempio, parliamo di come siamo tagliati fuori dalla informazione che forma l'elettore. Sui blog di Grillo, Di Pietro ed altri, è in movimento il tam-tam mediatico che porterà verso quella che sarà la più grande novità delle prossime elezioni politiche: la presentazione delle liste civiche! Questo flusso è fatto, si di testo, ma anche e soprattutto, di contenuti multimediali, video su tutto, molto video. E noi siamo esclusi da tutto ciò! Esclusi dal poterci costruire la nostra opinione fino in fondo, esclusi, noi, i ragazzi dello zoo di Tonino, respinti e abbandonati anche dal blog del ministro indigeno. Un vero paradosso. E questo è solo una briciola, sputata briciola, umida e masticata. Quindi faccio un appello: CONNETTETECI con il resto del mondo. Con l'informazione, con il lavoro, con la cultura, con Dio Onnipotente. Non c'è strada, ferrovia o barca che possa far viaggiare velocemente, in cielo in terra e in ogni luogo, le nostre idee, i vostri soldi, la nostra anima e udite, udite, anche il vostro calcestruzzo. Pensateci bene. Le difficoltà ci sono e sono tante, ma cazzo, almeno provate, e, soprattutto non spacciate ponti, asfalto e mattoni, come priorità nostre. Di tutti noi Saranno le vostre. E di alcuni vostri amici e compagni, forse. Priorità, per lo più strumentali da usare come mezzo di propaganda. Siate connessi e lavorate per connetterci. Prima delle prossime amministrative. Prima dei comizi e delle promesse in Piazza della Libertà. Prima che la mia generazione venga tumulata, cremata. Decomposta e dimenticata.
Chi prima si, e, ci connette, vince le prossime elezioni.
Parola di drago.
